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lunedì 25 novembre 2019

Rose rosse per teeee....

Per puro caso sono capitata su un video che spiegava come fare queste rose di mela, veramente demenziale (infatti: vedi nuova etichetta), ho poi scoperto che in rete c'è stato o c'è attualmente (non lo so, non ci ho guardato) un momento in cui era/è presente un po' ovunque, ma ormai avevo deciso: le faccio! E quindi eccomi qua, anch'io con le rose di mela, giusto per ricordarmele un domani quando mi chiederò "ma com'era che le facevo?"
Buone, demenzialmente facili e taaaaanto belline!!!

Rose di mela e pasta sfoglia



Ingredienti per 4 roselline
1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare
2 mele fuji
marmellata di albicocche
cannella q.b.
20 gr di burro
zucchero a velo

Tagliate le mele con la buccia a fettine sottili (circa 2mm), mettetele in una pentola, spolverate con zucchero a velo e cannella, aggiungete il burro e fate cuocere a fuoco lento per 10 minuti circa (finché le mele saranno morbide).
Preriscaldate il forno a 220 gradi.

Stendete la pasta sfoglia, tagliatela in quattro strisce nel senso della lunghezza e:

1) cospargete di marmellata di albicocche mezza striscia


2) disponete le mele sovrapposte tra loro


3) richiudete la pasta sfoglia su sé stessa (fregandovene di tutte le indicazioni di lasciare sbucare le mele di uno/due/tre micron.... tanto lo faranno da sé non appena arrrotolerete la sfoglia!)

4) arrotolate la sfoglia su sé stessa facendo attenzione a non far fuoriuscire le mele




5) disponete sulla teglia e mettete in forno per una mezz'ora circa, finché la sfoglia non sarà dorata (ma non troppo altrimenti si bruciano le mele, quindi tenete la teglia bassa nel forno).

Lasciate intiepidire un pochino e gustatevele!!




sabato 16 novembre 2019

Schiacciata dolce con l'uvetta

Capiterà a tutti di avere un'amica, una collega o una conoscente che chiede, senza preavviso alcuno, cogliendoti impreparata mentre pensi a che film guarderai quando finalmente staccherai, o al gatto che ti aspetta tutto solo chiuso in casa, o ai figli che ultimamente non ne vogliono sapere della scuola, o, peggio ancora, mentre sei concentrata sul lavoro che dovresti fare ma non ne vuol sapere di andare avanti (magari da sé???), "ho un sacco di..... e non so che farci, idee???" PANICO...no, non ne ho idea, fosse per me lo butterei via perché mi fa schifo, oppure a parte le solite cose scontate e per cui ne usi una milionesima parte e a cui ha già sicuramente pensato e scartato.... Boh?!?!
Succede tutto così all'improvviso che molli qualsiasi cosa tu stessi facendo (o non facendo, ma che avresti dovuto fare) e dici "ma sì, due minuti faccio un giro in internet e qualcosa trovo di sicuro"... un'ora dopo trionfante (ma schiacciata dai sensi di colpa) hai finalmente trovato qualcosa che ti stuzzica, ma ovviamente va modificata, così com'è qualcosa non ti piace e le altre che hai visto sono troppo cariche di ingredienti inutili messi lì a caso.... Insomma, la vuoi fare a modo TUO.

È così che nasce una versione della schiacciata con l'uvetta (o ultimamente anche di un pane senza pasta madre per la collega che lavora davanti a me), questa ricetta è per Chiara, che aveva un sacco di uvetta ma poi non ne abbiamo usato neanche un grammo (della sua), con cui ieri ho passato un bellissimo pomeriggio a cucinare a casa sua in rilassante e divertente compagnia, grazie anche a Federico (suo figlio), noto anche come Yoda, che mi ha uccisa ben quattro volte con la sua spada laser, mi ha inseguita intorno al tavolo di cucina con la sua navicella spaziale e ha assaggiato tutti gli ingredienti (separatamente e insieme) dei fantastici biscotti che abbiamo preparato insieme! Un grazie sincero per la giornata spensierata, ogni tanto staccare fa proprio bene.

Mi mancava tanto cucinare insieme a qualcuno, era una cosa che facevo con la mia mamma quando pubblicavo con regolarità su questo blog, avevamo un giorno della settimana dedicato alla cucina, veniva da me e ci divertivamo un sacco a provare cose nuove o a rifare ricette dimenticate, o quasi. Dolci ricordi.

La schiacciata dolce con l'uvetta di Chiara



Ingredienti
500 gr di farina
1 bustina di lievito di pasta madre essiccata (in mancanza va bene anche il lievito di birra fresco, non più di 10 gr)
150 gr di uvetta
50 gr di zucchero semolato più quello per spolverare la focaccia
120 gr di burro
250 ml di latte a temperatura ambiente
1 cucchiaino di sale
la scorza di un limone
un bicchiere di Zibibbo (o cognac, marsala...) per ammollare l'uvetta (il resto della bottiglia lo potete bere con la schiacciata! :-))

Fate ammollare l'uvetta nello Zibibbo.
Fate ammorbidire il burro a temperatura ambiente.
Nel frattempo sciogliete il lievito nel latte con un cucchiaio di zucchero e lasciatelo gonfiare 15-20 minuti.
Fate scolare l'uvetta e lasciatela a sgocciolare a parte.
Quindi aggiungete la farina, lo zucchero, la scorza del limone, il sale e 80 gr di burro (che se non si è ammorbidito a sufficienza nel frattempo basterà tagliare a pezzetti molto piccoli), impastate bene e, quando avrete ottenuto un panetto morbido ed elastico aggiungete l'uvetta ben sgocciolata, incorporatela all'impasto, quindi spolveratelo di farina e mettetelo a riposare per un'ora in un luogo caldo.
(Prendete il tè con le amiche, giocate con i figli, oppure finite di leggere quel bel libro che non avete ancora trovato il tempo di finire)
Dopo un'ora di cazzeggio riprendete l'impasto, stendetelo su una teglia, spennellatelo con i restanti 40 gr di burro che avrete sciolto, spolveratelo con abbondante zucchero e mettetelo a riposare ancora 45 minuti circa (altro tempo libero per leggere, giocare, chiacchierare!).
Quindi scaldate il forno a 180 gradi e fate cuocere la focaccia per circa 30 minuti, quando sarà bella dorata tiratela fuori dal forno e fatela raffreddare su una griglia.

È arrivato il momento di godersela! (Perché?? Fino ad ora vi eravate annoiate?? :-))




lunedì 30 aprile 2012

Tortini al cioccolato fondente

Dopo tanto tempo rieccoci qua, finalmente di nuovo a curare questo piccolo blog naufrago!
E come ricominciare se non con qualcosa di goloso??
Visto che la pasqua è passata da poco pensiamo a riciclare le uova, ovvio, la cioccolata ha da essere buona (come si dice da queste parti) altrimenti non ci si può aspettare un miracolo! 

Cioccolato, cosa si può aggiungere ancora a tutto ciò che già è stato detto??
Ha innumerevoli proprietà: antidepressivo, stimolante, è il miglior alleato del cuore... in contrapposizione però crea dipendenza, è fortemente calorico... per me il cioccolato è uno solo: fondente, e se anche non avesse tutte queste benefiche proprietà potrei arrivare a sostenere (dna non mente) che la vita vale sicuramente la pena di essere vissuta anche solo per poter assaggiare un buon pezzo di cioccolato!

Io l'ho fatta sia con farina di farro che con farina di grano e, sopratutto, con burro di capra al posto del burro vaccino! Quindi intolleranti fatevi sotto!!!!








200 gr di cioccolato fondente
185 gr di burro
5 uova da galline felici
25 gr di mandorle tritate finemente
180 gr di zucchero di canna
2 cucchiai di farina
facoltativo: 1 cucchiaino di scorza di arancia grattugiata o di zenzero in polvere




Sciogliete, a bagno maria, il cioccolato con il burro, quindi aggiungete le zucchero mescolando continuamente con un cucchiaio di legno e, quando sarà ben amalgamato, spegnete il fuoco e fate raffreddare.
Accendete il forno e portatelo a 190°.
Separate i tuorli dagli albumi, montate gli albumi a neve e metteteli da parte, sbattete i tuorli e aggiungeteli al cioccolato fuso, ormai intiepidito (altrimenti rischiate di cuocere l'uovo), e la scorza di arancia (o lo zenzero), mescolate bene, aggiungete anche la farina e le mandorle e, infine, gli albumi montati a neve mescolando delicatamente in modo da non smontarli.
Ungete degli stampini di alluminio con un pochino di burro (o di olio di semi di girasole), riempiteli per tre quarti con questo composto e infornate per 15 minuti circa.
Sfornate e lasciate intiepidire prima di servire.
Possono essere serviti sia soli che con una crema leggera o un mix di frutti di bosco sciroppati, facendo attenzione a non sovrastarne il gusto con creme troppo importanti...


L'utilizzo di stampi di silicone è da sconsigliarsi, il risultato finale ne risente: mentre il tortino cotto nello stampo di alluminio mantiene un cuore morbido e vellutato, lo stesso tortino cotto nello stampo di silicone è meno vellutato e più "umido", a me gli stampi di silicone comunque in generale non piacciono, mi sembra che lessino un po' tutto.

venerdì 18 febbraio 2011

Linzertorte, una pasta frolla da incorniciare

La ricetta va da qui al primo risultato di Google per Linzertorte...ovvero, prevedibilmente, arriva da dove dovrebbe arrivare: il sito della città di Linz.
Per la prima, di una serie di repliche che prevedo numerose, mi sono attenuta scrupolosamente alla ricetta ufficiale, arrivando fino all'esecuzione del dettaglio delle mandorle a filetti sul bordo (ci sono stati momenti di grande lirismo culinario, in cui ho immaginato di essere un pasticcere austriaco, bisbetico e vanitoso che prepara Golem di pastafrolla che semineranno lo scompiglio per l'impero austro-ungarico :-D), ma dal momento che questa è reperibile sul sito, qui preferisco dare una piccola variazione in almeno due cose: primo, una leggera riduzione di zucchero; secondo, riduzione della dose di lievito, perché 10 gr risultano poi, secondo me, troppo evidenti nel gusto finale e in famiglia, un giudizio che dice: "sa di lievito" è un giudizio che suona come: "ce l'avevi quasi fatta!".
Il gusto della frolla in questa ricetta, è speciale e il trucchetto appreso su un libro di ricette provenzale di stendere la pasta su un canovaccio, allo stesso modo cioè che si utilizza per la pasta strudel, è, devo dire, un ottimo consiglio perché in questo modo non si rischia di veder crollare il disco di pasta nel trasferimento dal piano allo stampo. Si sa che la pasta frolla va maneggiata poco sia mentre si fa che quando la si stende, qualcuno in passato, mi ha consigliato, di fare come se dovessi mettere in teglia un serpente a sonagli invece di una torta...stendendo invece l'impasto su un canovaccio infarinato la facecnda di passare l'impasto nella tortiera assume toni mento drammatici :-)
Mi piace tantissimo la Linzertorte per il profumo di chiodi di garofano e vaniglia e per la marmellata di ribes, ma penso che cercherò di utilizzare la base dell'impasto, anche per altre crostate, magari profumandole con aromi diversi a seconda della marmellata prescelta.
Linzertorte
150 g burro
250 g farina
120 g zucchero a velo
100 g nocciole tostate e macinate
1 uovo
1 cucchiaino di lievito
400 g marmellata di ribes
Le spezie:
1/2 baccello di vaniglia raschiato
scorza di 1 limone grattugiata
1/4 di cucchiaino di cannella in polvere
2/3 chiodi di garofano pestati
Lavorate a crema il burro e lo zucchero, aggiungetevi la farina mescolata con il lievito, le nocciole, l’uovo e le spezie. Impastate velocemente il tutto senza "bruciare" l'impasto.
Fate riposare la pasta al fresco per almeno mezz'ora, o anche di più. Trascorso questo tempo ritiratela dal frigorifero e separate i 2/3 dell'impasto per fare la base. Spianate la pasta, se volete, utilizzando un canovaccio infarinato come base, fino a circa 1,5 cm di spessore per un diametro di 22 cm, quindi stendete la marmellata di ribes.
Con il resto della pasta formate delle strisce e mettetele nella forma tradizionale della crostata. Spennellate la superficie con un pò di uovo e coprite l’orlo di sottili fettine di mandorla. infornate per 40–45 minuti a circa 190°.

martedì 9 febbraio 2010

La Madeleine di Colombo

Vi credevate che dicevo la madeleine di Proust eh...be' comunque è di quella lì che vi parlo. Quella che apriva le porte dell'infanzia di Marcel, nota ormai a chiunque abbia voglia di cercarsene una sua personale (che ne so, magari succede anche a forza di ribollita di ricordare la propria infanzia e la zia Leonie o altro parente ipocondriaco a scelta...) e anche a quelli che se la cavano con questa citazione senza dover leggere tutta la Recherche.
Il punto è che in molti, dopo esserci comprati lo stampino da madeleines, ci siamo intestarditi a cercare di ottenere la famosa gobbetta, che non veniva neanche a morire e francamente, senza gobbeta ci fai proprio una figura tapina quando dici che hai fatto le madeleines; che fare?
Ma un giorno, sul celebrato e infinitamente citato blog del cavolettodibruxelles.it arriva la rivelazione, semplcissima ma essenziale: per ottenere la gobbetta ci vuole lo choc termico, ecco cosa!
Cavolo e diavolo di un cavolo...stai a vedere che ha ragione...dunque...seguire ricetta, impastare, attendere, infornare...alé, vittoria!!!!!!!!! La Madeleine di Colombo per proustiani e non solo.
La ricetta che vi propongo ha una picola variazione negli ingredienti, niente acqua di fiori d'arancio e niente cannella, ma un'aggiunta di farina di mandorle. Se volete quella originale è qui http://www.cavolettodibruxelles.it/2008/04/le-mystere-de-la-madeleine
Madeleines al miele
100 gr farina
20 gr d farina di mandorle
2 uova
100 gr di burro
70 gr miele millefiori
30 gr di zucchero
1 cucchiaino scarso lievito
1 cucchiaino polvere d'arancia (facoltativo)
una presa di sale
L'impasto deve essere tenuto in frigo per c irca 8/10 ore, pertanto o lo fate la sera per la mattina o viceversa.
Sbattere le uova insieme con lo zucchero, la presa di sale e la polvere d'arancia (o cannella, o scorza grattugiata d'arancia). Mettere il miele e il burro in una ciotola e far sciogliere nel forno a micro-onde a potenza bassa, tenendo sotto controllo il tutto e pronti a spegnere quando il burro sarà completamente sciolto. Versate metà circa di questo composto sulle uova, continuando a sbattere (niente paura, le uova non vi diventeranno frittata), aggiungete le farine e il lievito e mescolate ancora, infine aggiungere il resto del burro-miele.
Mettete l'impasto in frigo per circa 8 ore.
Dopo questo tempo, accendete il forno a temperatura massima. Mettete la placca del forno al centro, invece della griglia: questo farà in modo di amplificare lo choc termico di cui si parlava.
Imburrate lo stampo e cospargetelo di farina di mais (io faccio così perché ho uno stampo "scarso" e se non ci metto la farina di mais mi si staccano male dopo). Riempite poco ciascuna conchiglia e mettete in forno per 5 minuti, non appena saranno lievitate come da foto, abbassate il forno a 180°. Fatele dorare appena qualche minuto, pronte.

mercoledì 9 dicembre 2009

Torta all'arancia tra Francia e Sicilia

Dal risultato prodotto dall'incrocio di due ricette da due dei miei food blog preferiti, ho scoperto due cose: la prima è una "tart shell" formidabile, fatta con un sistema insolito e molto efficace, utilizzabile per una quantità infinita di farciture dolci, la seconda un ripieno buonissimo prodotto dalla combinazione di due ingredienti in testa ai miei gradimenti: l'arancia e la ricotta, abbinamento per il quale la Sicilia va fatta Santa Subito.
I due blog sono il franco-americano David Lebovitz e il siciliano L'Osso e la Lisca


Torta all'arancia

Per la base (french tart dough)

90 g burro tagliato a cubetti
1 cucchiaio olio di semi
3 cucchiai di acqua
1 cucchiaio di zucchero
1/8 cuchiaino di sale
150 g farina

Riscaldate il forno a 210° C

1. In un recipiente a prova di forno (tipo Pyrex), metete il burro, l'olio, l'acqua, lo zucchero il sale.
2. Ponette il recipiente in forno per circa 15 minuti, fino a che il burro sia in ebollizione e incominci a scurirsi ai bordi.
3. A questo punto, rimuovete il recipiente dal forno facendo attenzione, versare immediatamente la farina e mescolate velocemente finché l'impasto si combinerà, staccandosi dalle pareti del recipiente.
4. Trasferite l'impasto in uno stampo con il fondo rimovibile di circa 23 cm e stendete l'impasto con una spatola.
5. Quando l'impasto sarà abbastanza raffreddato da maneggiarsi, con le mani stendetelo con cura nello stampo, pressando delicatamente lungo i bordi. Tenete una pallina di impasto di riserva per sigillare le eventuali crepe dopo la cottura.
6. Infornate per circa 15 minuti o finché non sia dorata.
7. Togliete dal forno e, se ci sono delle piccole crepe, sigillatele delicatamente utilizzando la pallina di pasta.

8. Lasciate raffreddare prima di farcire.

Ripieno di ricotta e arancia

250 gr di ricotta di pecora
2 arance bio
1 limone bio
75 gr di zucchero
2 uova
1 cucchiai di acqua di fiori d'arancio
1/2 cucchiaio di farina
2 cucchiai di miele di zagara di rossarancia

Sbattete i tuorli con metà dello zucchero e un cucchiaio di miele. Quanto saranno ben montati unite la ricotta setacciata, l' acqua di fiori d'arancio, mezzo cucchiaio di farina, la scorza di un'arancia, quella di un limone e il succo di una arancia. Mescolate il tutto.
Montate gli albumi a neve con una presa di sale, unite lo zucchero rimanente e continuate a montare. Uniteli al resto molto delicatamente.
A questo punto riempite la base con l'impasto, decorate a piacere con delle fettine d'arancia e infornate a 180° C per circa 20 minuti. Intanto sciogliete il resto del miele in poco succo d'arancia. Togliete un momento la torta dal forno e spennellate la superficie con lo sciroppo di arancia e miele e rimettete in forno per 10 min.

BioGAS: arance, uova, burro, miele, zucchero

giovedì 12 novembre 2009

Far Breton Aux Pruneaux secondo Elisa o Far Elisa



Questa ricetta me l'ha data Elisa Vivaldi. Questa torta era stata preparata per il catering organizzato da GASVICO di cui ha parlato Evelyne. E' una torta bretone e in quell'occasione è stata molto apprezzata. L'ho rifatta seguendo la sua ricetta con piccolissime variazioni, tipo l'essenza di vaniglia al posto della bustina di vaniglina e utilizzando lo zucchero aromatizzato alla lavanda che fa tanto "Provenza" e che per tanto non c'entra niente con la Bretagna se non che son tutte e due in Francia e prima o poi dovevo levare il barattolo dalla dispensa. Le prugne secche venivano da Montalcino e la mela da Joseph Tscholl, tirolese trapiantato in Toscana.
Quindi inizierò come fanno i cuochi in televisione.....: "andate a sbattere 4 uova, poi andate a prendere lo zucchero e andate a sbattere pure quello...", perché i cuochi principalmente "vanno"a cuocere, a sigillare, a tagliare, a infornare? Forse non conoscono l'uso del presente indicativo, forse sono tutti anglofoni e usano la forma progressiva? Che ne so? Andate a fare il dolce di Elisa!
Ingredienti
4 uova
170 gr di zucchero
200 gr di farina
1/2 cucchiaino di sale
75 cl latte tiepido
1 cuchiaino di estratto naturale di vaniglia
1 cucchiaio di rhum
20 prugne secche denocciolate
1 mela
poco burro

Sbattere le uova con lo zucchero fino a far sciogliere lo zucchero. Incorporare la farina e il sale fino a ottenere un impasto liscio. Aggiungere il latte, il rhum e l'essenza di vaniglia. Essendo un dolce senza lievito, viene a meraviglia se lo progettate per essere visto a rovescio, quindi io ho utilizzato uno stampo in silicone che di solito non mi piace, ma che in questo caso era perfetto. Quindi imburrate leggermente lo stampo e poi di sponete sul fondo le prugne e la mela sbucciatata e tagliata a fettine. Versate sopra l'impasto e, se volete, qualche fiocchetto di burro per proteggere la superficie del dolce.
Infornate a 240° per 5 minuti e poi regolate il forno su 170° per 40 minuti circa. Togliere dal forno e lasciare intiepidire, togliere dallo stampo e girare. A piacere cospargere di zucchero vanigliato.
BioGAS: farina, mele, zucchero

sabato 17 ottobre 2009

Il cheesecake di Viz


L'adsl è di nuovo funzionante... questa cosa va proprio festeggiata!! ma come facevamo quando non c'era?????
Questa ricetta è della Viz, un gran bel blog il suo, in cui sembra sempre di essere in vacanza per il bel clima che trasmette e, ovviamente, perché non abita in Italia... se ve lo siete persi correte a leggere il suo honest scrap e, oltre a conoscere un pochino il personaggio, vi renderete anche conto che non siete soli/e..... :-)
Ma oltre ad essere simpaticamente pazzerella (nel senso veramente più simpatico del termine, a me le persone pazzerelle, in quanto io in primis, piacciono parecchio!)  il suo è veramente un bel blog.



Il cheesecake di Viz (x 2)
per la base:
6 biscotti (io biscotti di Kamut primo mattino a marca verde & bio), ca. 100 gr
un cucchiaio di burro di capra, ca. 90 gr
per la crema:
ca. 300 gr di ricotta di capra
un cucchiaio abbondante di zucchero di canna
una grattugiata abbondante di noce moscata
un cucchiaio di semi di papavero
cacao amaro per decorare, oppure scaglie di cioccolato fondente


Con il robot tritare i biscotti finissimi, poi aggiungere il burro ed amalgamare bene tutto insieme per formare la base.
Suddividere questo composto in due teglie di ceramica da porzione e schiacciarlo fino ad ottenere una base uniforme e liscia. Il trucco suggerito da Viz funziona benissimo, ovvero: mettere un pezzo di carta da forno delle dimensioni della teglia sull'impasto e poi, con un bicchiere appiattire fino ad ottenere una base bella liscia. Mettere la base in frigo.





Nel frattempo lavorare la ricotta con lo zucchero fino ad amalgamarli bene insieme e non avere più alcun grumo, quindi aggiungere la noce moscata e i semi di papavero.






Suddividere la cremina sulle due basi e stenderla, rimettere in frigo per almeno un'ora.
Servire con una spolverata di cacao o con dei riccioli di cioccolata fondente.







Ricetta che si presta a mille varianti... lasciando correre la fantasia penso a dei mirtilli, a cannella e pinoli... insomma c'è di cui sbizzarrircisi!

domenica 12 aprile 2009

Il tempo dei Limoni


L'avevo detto che avevo limoni da smaltire ed un'irresistibile voglia di mele no?? beh, allora non c'è niente da stupirsi se siamo ancora qui a parlarne... il periodo giallo deve ancora terminare! ;-)

Ho fatto finalmente la lemon curd (o crema inglese al limone) di Sigrid (alias cavoletto di bruxelles) e, visto il momento da limoni, ho fatto anche la torta al limone, che invece non so da dove provenga, è una di quelle ricette che stanno nel mio quaderno da tempo immemorabile! Poi, visto che c'ero, ho sperimentato una con l'altra e... l'abbinamento era perfetto!

la crema inglese al limone



2 limoni, la scorza grattugiata e il succo estratto (100 ml ca.)
150 gr di zucchero
4 uova
100 gr di burro
1 ctav di fecola di patate (o di mais)

In un pentolino o una ciotola resistente al calore diluire la fecola nel succo di limone, quindi aggiungere la buccia, lo zucchero, le uova e il burro tagliato a pezzetti, mettere il pentolino/la ciotola sopra ad un pentolino in cui ci saranno 2-3 cm di acqua, in modo lavorare il tutto a bagno maria.
Mescolare continuamente, per 10-15 minuti, finché la crema si addenserà, quando comincia ad addensarsi spegnere e lasciar intiepidire, oppure, se si vuole conservare mettere subito in barattoli, chiudere e lasciar raffreddare, quindi mettere in frigo.


la torta al limone

per la torta

2 limoni (ovviamente bio), la scorza grattugiata e il succo estratto (100 ml ca.)
200 gr di zucchero
175 gr di burro di capra
3 uova
200 gr di farina bianca di farro
1/2 bustina di lievito per dolci
100 gr di fecola di mais o di patate
125 ml di latte

per la glassa (ovviamente se non si mette la crema inglese)
il succo di 1 limone
200 gr di zucchero a velo

In una ciotola ammorbidire il burro e mescolarlo con lo zucchero, quindi aggiungere le uova e il succo di limone.
Sbattere finché la miscela sarà morbida e cremosa.
Aggiungere la farina e la fecola, poi la scorza di limone e infine, poco alla volta, il latte.
Mettere il composto in una tortiera imburrata e cuocere in forno a 180° per circa 40-45 minuti, finché la superficie prenderà un colore nocciola.

Per la glassa mescolare lo zucchero a velo con il succo di limone e spalmarlo sulla torta quando è ancora calda.

giovedì 9 aprile 2009

Le crêpes


L'ultima volta che sono stata a Parigi mi sono tuffata, come d'abitudine, alla FNAC, per riemergerne qualche ora dopo con un po' di libri di narrativa e qualche libro di cucina, questione di passioni e di ricerca di sapori, colori, piatti conosciuti e mai (o poco) cucinati.

Gran delusione scoprire che il libro delle crêpes non conteneva altro che la ricetta sempre fatta da mia madre, quella "di famiglia"... o, forse, al contrario garanzia che la ricetta fatta da sempre era quella giusta, quella che non teme mode, sempre la migliore!

Il riempimento segue la fantasia di chi cucina, l'importante è che l'impasto sia buono e per 12 crêpes ci vogliono:

250 gr di farina
500 ml di latte
3 uova
1 cucchiaio di olio
1 pizzico di sale

Fare la fontana con la farina, in un piatto sbattere le uova con il sale, quindi unirle alla farina, poi aggiungere l'olio e mescolare tutto insieme, cercando di evitare la formazione di grumi.
Se si formassero grumi frullare tutto con un frullatore ad immersione, il risultato è garantito!
Laciar riposare 1-2 ore a temperatura ambiente.

Scaldare una padella antiaderente (p.e. rivestita con la ceramica), quindi versare una dose di impasto equivalente ad un mestolo scarso, in modo da formare una crêpe sottile. La prima generalmente non viene un granché, come si dice, serve a scaldare la padella (e a prenderci la mano!), le successive saranno perfette!

(potete declinare anche gli ingredienti con farina di farro e/o latte di capra, le dosi non cambiano, l'ho provato ed approvato!)

Alcune idee di riempimento:

CREPES DOLCI
zucchero, cannella e spremuta di arancia o grand marnier (la più classica)
cioccolato spalmabile* e marmellata di mandarini o arance
cioccolato spalmabile* e cocco grattugiato
composta di mele, pinoli e cannella
banana flambée (ovviamente fatta "flamber" nel piatto di portata) con rum, zucchero e succo di limone
crema di marroni
con un coulis di frutti di bosco

* oppure 30 gr di cioccolato (per ogni crêpe) fatto fondere con una noce di burro

CREPES SALATE
roquefort e noci
spinaci, roquefort e un cucchiaio di béchamel
provenzale: con pomodoro, olive, acciughe, capperi, erbe di provenza
salmone, aneto e scorza di limone
prosciutto cotto, funghi misti (saltati con aglio e nepetella) e un cucchiaio di béchamel
prosciutto cotto e emmenthal

martedì 24 marzo 2009

LA mia torta di mele

Ognuno ha LA ricetta della torta di mele, ognuno ha proprio una sua, quella che considera LA migliore, quelLA dell'infanzia, delLA mamma.... questa è LA mia appunto, quella che, probabilmente, è stata la mia prima realizzazione in cucina (se non teniamo conto dell'insostituibile esperienza del DOLCE FORNO!!!), che mi ha fatto prendere confidenza con la cucina, insieme alla famosissima torta allo yogurt (quella che si misura con i vasetti).

La ricetta la pubblico come da originale ma vi propongo di provare delle varianti interessanti:

v.1 far macerare le mele nel succo di mandarino o di arance e un paio di cucchiai di zucchero, quindi sostituire la scorza di limone con quella di mandarino (o arance) e sostituire 40/50 gr di farina bianca con della farina di castagne.


v.2 far macerare le mele nel grand marnier, o nel cointreau, e sostituire la scorza di limone con quella di arancia,

v.3 aggiungere delle gocce di cioccolato nell'impasto

v.4 aggiungere delle nocciole tostate e tritate nell'impasto.


LA torta di mele
150 gr di zucchero
180 gr di farina bianca (di grano o di farro)
2 uova
4-5 mele
1 bustina di lievito per dolci
la scorza di un limone
cannella
rum (o cognac, o grappa)
latte qb
burro qb

Tagliare le mele a spicchi e lasciarle macerare con un po' di zucchero (non conteggiato nei 150 gr) e 3 cucchiai di rum (o cognac, o grappa).
Nel frattempo sbattere le uova con lo zucchero, quindi aggiungere, poco alla volta, la farina, il lievito e la scorza del limone. Ammorbidire l'impasto con qualche cucchiaio di latte (io, utilizzando farina di farro, ne ho messi 5). Lasciar riposare.

Pre-riscaldare il forno a 180°. Imburrare una tortiera a cerniera e versarvi l'impasto, disporre le mele (molto fitte) in cerchi concentrici, quindi spolverarle con un po' di zucchero e cannella mescolati assieme e aggiungere qualche fiocchetto di burro sulla superficie (tanto nell'impasto non ce n'è neanche un grammo!).

Far cuocere per 35-40 minuti, finché la superficie sarà ben dorata e uno stecchino infilato al centro ne uscirà pulito.

giovedì 19 marzo 2009

Torta rovesciata di mele


la base
1 kg circa di mele tipo annurca o simili
4 ctav di zucchero tipo cassonade
il succo di 5 mandarini
1 ctè di cannella
80 gr di burro di capra


Sbucciare le mele, togliere il torsolo e tagliarle a fette, mettendole in una ciotola con lo zucchero e la cannella.
Far sciogliere il burro in una padella, aggiungere le mele e far cuocere per 10-15 minuti circa, senza coprire, di modo che caramellino un pochino. Mettere da parte le mele e mettere, nella padella, il succo dei mandarini. Far ridurre qualche minuto, in modo da ottenere una salsina densa.

la torta
300 gr di farina di farro
170 gr di zucchero
2 uova
200 ml di latte di capra
100 ml di olio
1 ctè di cannella
la scorza grattugiata dei mandarini
1/2 bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale

Sbattere le uova con l'olio e il latte, quindi aggiungere lo zucchero, il sale, la cannella e la scorza dei mandarini (se usate la planetaria: velocità 1). Aggiungere quindi la farina e il lievito (passando quindi dalla velocità 1 alla 2 quando tutta la farina sarà stata aggiunta).
Foderare una tortiera con della carta da forno, disporre sul fondo le mele, quindi versarvi sopra la salsina al mandarino e, infine, l'impasto della torta.

Infornare a 180° C per 45 minuti circa.
Sfornare, lasciar intiepidire e rovesciare su un piatto da portata.

[ricetta modificata dall' originale de Il cavoletto di bruxelles www.cavolettodibruxelles.it]


domenica 15 marzo 2009

Tarte au citron

Questa tarte è il risultato di un miscuglio di ricette di blog diversi e di ricordi di torte mangiate... L'ispirazione principale mi arriva comunque da fra, che oltre a parlare di cibo per la mente (il film "Il giardino dei limoni") nel suo post pubblica la ricetta delle tartellette al limone, a cui si aggiunge l'idea della meringa stile kja ... facendo nascere così una tarte au citron versione evelyne!

la frolla
480 gr di farina di farro
240 gr di burro di capra
140 gr di zucchero semolato
3 tuorli d'uovo + 1 uovo intero
la scorza grattugiata di un limone

In una ciotola impastare insieme lo zucchero, il burro a temperatura ambiente e la scorza del limone, quando saranno amalgamati aggiungere le uova (sbattute precedentemente) e metà della farina, amalgamare bene, quindi aggiungere l'altra metà della farina. Formare una palla e mettere in frigo per minimo 2-3 ore, meglio ancora se un giorno intero. (come al solito io faccio tutto nella planetaria a velocità 1 con la frusta piatta a foglia)
la crema al limone
2 uova
9 ctav di zucchero
6 ctè di fecola di patate
il succo di un limone e mezzo e la scorza grattugiata

In un pentolino, ma fuori dal fuoco, sbattere l'uovo con lo zucchero, quindi unire poco alla volta la fecola di patate e, dopo, la scorza del limone e il succo. Mettere sul fuoco e scaldare a fuoco basso per qualche minuto, fino a che la crema comincia ad addensarsi. Non appena inizia spegnere e lasciar raffreddare.
la meringa
3 albumi (avanzati dalla frolla ;-))
125 gr di zucchero a velo

montare gli albumi mescolati con lo zucchero fino ad ottenere un composto denso e spumoso (con la planetaria montare la frusta a filo e portare a velocità 6).
l'assemblaggio
con poco più di metà della frolla* rivestire uno stampo da crostata, forare il fondo con i rebbi di una forchetta, rivestire con carta da forno e mettere dei legumi sul fondo, in modo da non farla gonfiare (io non l'ho fatto e si vede!!). Cuocere in forno a 180° C per ca. 15 minuti, sfornare, togliere i legumi e la carta da forno e lasciar intiepidire. Riempire il guscio con la crema al limone livellandone la superficie con un cucchiaio bagnato, quindi ricoprire con la meringa e mettere in forno qualche minuto ancora, fino a che la meringa non si scurisce un pochino (eventualmente accendere il grill).
* l'altra parte di frolla può essere utilizzata per fare dei biscotti aggiungendo solo 150 gr di gocce di cioccolato.

giovedì 12 marzo 2009

Crostata di Mele & Biscottosauri rivisitati


Visto che sono stata lontana un po' cerco di recuperare postando ricette un pochino più particolari. La versione originale di questa crostata è di Paoletta (Anice & Cannella) ovviamente anche questa ha subito le mie variazioni, se andate a vedere il suo post converrete sicuramente con me che la versione senza albicocche è più bella da vedere (a parte che le foto sono superiori... ma lasciamo perdere! che vi devo dire? il cibo evidentemente non è il mio campo, io mi esprimo meglio su altre cose, ad ognuno il suo!) e sicuramente il sapore non ci perde alcunché, per cui se volete un consiglio spassionato provatela senza marmellata di albicocche!

Crostata di mele


la frolla
500 gr di farina di farro
250 gr di burro di capra a temperatura ambiente
125 gr di zucchero
1 pizzico di sale
2 uova intere
8 gr di lievito (mezza bustina)
un mandarino

In una ciotola mettere il burro tagliato a pezzetti, quindi unire la scorza di mandarino grattugiata, lo zucchero e lavorare velocemente (io da quando ho la planetaria uso quella e devo dire che il risultato è impeccabile! per cui a questo punto planetaria a velocità 1).
Quando burro e zucchero si saranno amalgamati bene aggiungere le uova (nel caso la stiate lavorando a mano mescolate con una frusta), quindi aggiungere la farina, il lievito e il pizzico di sale.
In caso di necessità aggiungere il succo del mandarino (io l'ho dovuto mettere, ma ovviamente dipende dalla farina).
Mescolare molto velocemente in modo da non scaldare l'impasto (problema che con la planetaria non si pone :-D), compattare e mettere in frigo minimo un paio di ore, meglio ancora un giorno intero!
Ovviamente non servirà tutta la frolla... la metà che avanza mettetela da parte, che poi arriva il seguito!

la composta di mele
4-5 mele medio-piccole
50 gr di zucchero
1 limone

Sbucciare le mele e tagliarle a pezzetti, mano mano che si tagliano bagnarle con il succo del limone di modo che non anneriscano. Metterle quindi in un pentolino (sgocciolando il limone) con lo zucchero facendole cuocere per circa 40 minuti, inizialmente con il coperchio, fino a che si saranno ammorbidite, poi, per farle asciugare, togliere il coperchio.

l'assemblaggio
2 mele
2 ctav di marmellata di albicocche o, in alternativa, dello zucchero tipo cassonade, oppure dello zucchero semolato mescolato con un pochino di cannella
una noce di burro fuso

Pre-riscaldare il forno a 200° C.
Sbucciare le mele per la decorazione. Stendere la pasta e rivestire una teglia di ca. 20 cm, quindi versare la composta di mele e livellarla, disporvi sopra le fettine di mela molto serrate tra loro e spennellarle con una noce di burro fuso.
Mettere in forno in posizione bassa, in modo da far cuocere bene il fondo, dopo 10 minuti abbassare a 180° C e far cuocere per altri 30 minuti circa.
Dieci minuti prima della fine della cottura spennellare la crostata con la marmellata di albicocche (appena appena riscaldata per renderla più liquida, in caso di necessità aggiungere un pochino di acqua o del succo di mandarino...) oppure dare una bella spolverata di zucchero cassonade o bianco mescolato con un pochino di cannella.


... e con l'avanzo di pasta frolla che ci faccio??

niente di più semplice:

i Biscottosauri "rivisitati"


ovvero, aggiungere alla parte rimanente di impasto (circa la metà):

1 cucchiaino scarso di zenzero
1 cucchiaino scarso di cannella
150 gr di gocce di cioccolato

e reimpastare bene tutto insieme.
Formare un salsicciotto e metterlo in frigo per mezz'ora circa (così la crostata nel frattempo cuoce), quindi estrarlo, tagliarlo a fettine e diporle su una teglia rivestita di carta da forno.

Infornare a 180° C per circa 12-15 minuti, fino a che saranno leggermente dorati (non troppo altrimenti raffreddando induriscono troppo!).


Anche questa è una variante ad una delle varie ricette di biscotti che mi ha dato Salamander, che ringrazio veramente tanto perché sono ottimi! La versione originale prevede una frolla fatta con 375 gr di farina autolievitante, 140 gr di zucchero di canna, 140 gr di burro e 2 uova... ma io questa avevo e questa ho usato!