Vi credevate che dicevo la madeleine di Proust eh...be' comunque è di quella lì che vi parlo. Quella che apriva le porte dell'infanzia di Marcel, nota ormai a chiunque abbia voglia di cercarsene una sua personale (che ne so, magari succede anche a forza di ribollita di ricordare la propria infanzia e la zia Leonie o altro parente ipocondriaco a scelta...) e anche a quelli che se la cavano con questa citazione senza dover leggere tutta la Recherche.martedì 9 febbraio 2010
La Madeleine di Colombo
Vi credevate che dicevo la madeleine di Proust eh...be' comunque è di quella lì che vi parlo. Quella che apriva le porte dell'infanzia di Marcel, nota ormai a chiunque abbia voglia di cercarsene una sua personale (che ne so, magari succede anche a forza di ribollita di ricordare la propria infanzia e la zia Leonie o altro parente ipocondriaco a scelta...) e anche a quelli che se la cavano con questa citazione senza dover leggere tutta la Recherche.sabato 6 febbraio 2010
variazioni sul pane di patate


venerdì 29 gennaio 2010
Aperitivo all'arancia: lavori in corso
La ricetta proviene da un libro di cucina provenzale e sia per gli ingredienti che per le modalità, mi pare difficile che ci si possa avvelenare. In più è carina e old fashioned l'idea di avere un aperitivo in cantina, da travasare nelle bottiglie per poi tenerle a portata di mano in frigo l'estate.
Ingredienti
5 lt di vino bianco fermo
1 lt di grappa o acquavite
1 kg di zucchero
1kg di arance
1 limone
1 baccello di vaniglia
In un grosso contenitore di vetro (vaso o damigiana) a collo largo versare il vino bianco, la grappa e lo zucchero. Rimestare bene con un mestolo lungo per far sciogliere lo zucchero. Aggiungere le arance e il limone tagliati a quarti con la buccia e il baccello di vaniglia tagliato a metà. Chiudere ermeticamente il vaso e riporlo in un locale buio e fresco per almeno 30 giorni. A questo punto si può decidere se filtrarlo e lasciarlo comunque al fresco fino all'estate o se far proseguire la macerazione e filtrarlo solo al momento dell'imbottigliamento.
Con il tempo che fa qui, l'idea dell'estate è abbastanza remota, malgrado nei supermercati ci
siano già i narcisi e le primule con le foglie che fanno venire in mente l'insalata. Mentre le previsioni promettono un week end da lupi, io mi sono comprata 50 anemoni per 8 euro, 5 litri di bianco toscano e una bottiglia di grappa...per oscillare meglio tra inverno e primavera.
mercoledì 27 gennaio 2010
il pane di bolzano
Recentemente con Gloria siamo andate a Bolzano per incontrare il fantastico gruppo KA e cucinare insieme... in altre parole una giornata di ordinaria follia! Abbiamo conosciuto uno chef, di quelli veri, di quelli seri, che ci ha proposto un menù di piatti altoatesini, tutto bellissimo, tutto buonissimo!
Cosa mi ha colpita di Bolzano? inutile girarci intorno: il pane. Ne hanno mille tipi diversi, uno migliore dell'altro.
Hanno una cultura in fatto di pane da far impallidire i panificatori più esperti....
E allora, tornata a casa, non ho resistito alla tentazione di sfornare quello che mi aveva più colpita e questa è la sua versione definitiva:
250 gr di pasta madre liquida
450 gr di farina di grano semi-integrale (oppure 475 gr di farina di farro)
150 gr di farina di segale integrale (o 125 gr se con farina di farro)
200 gr di acqua tiepida
30 gr di olio
2 cucchiaini di sale
5 gr di semi di finocchio
15-20 noci
Mescolare la pasta madre liquida (rinnovata come di consueto) con l'acqua e l'olio, quindi aggiungere le farine e mescolare.
Quando l'impasto sarà incordato bene aggiungere i semi di finocchio e il sale, mescolare ancora in modo da distribuire uniformemente sia uno che l'altro.
Quindi aggiungere i gherigli delle noci, spezzettati in 4-5 pezzi e distribuirli nell'impasto, lavorandolo un pochino ancora.
Piegare l'impasto su sé stesso, a portafoglio, quindi formare la palla e lasciarlo lievitare circa 8 ore.
Quando sarà trascorsa circa la metà del tempo riprendere l'impasto, lavorarlo un pochino in modo da ridistribuire uniformemente i lieviti, riformare la palla e mettere nella teglia in cui poi verrà cotto (altrimenti si rischia di sgonfiarlo spostandolo dopo). Io generalmente metto la carta da forno sulla teglia.
Lasciarlo rigonfiare, quindi cuocere a 220° C per circa 25-30 minuti.
martedì 12 gennaio 2010
Conserva di bucce d'arancia BIO
Sia chiaro che è un lavoraccio, o se preferite, è un lavoro in cui dovete prendervela comoda, approfittando di una giornata grigia, con il cane o il gatto che vi guardano e i Metallica nell'Ipod (?)
venerdì 11 dicembre 2009
Chiamami Grundtal (un giorno all'Ikea con Evelyne)
Ma prima, prima la toilette, per essere sicuri che da qui a quando – tra un milione di anni – saremo alle casse, niente ci disturbi.
“Tienimi la borsa e il cappotto – dico – faccio presto”, sfilo davanti alla foto di Stoccolma che già mi sento a Santa Lucia con le candele in testa, se mi concentro credo quasi che riuscirò a diventare bionda. Mentre sento che il mio nome sta diventando Filippa, noto con disappunto che i bagni non sono così immacolati, ma ci scommetterei, penso, che è colpa del personale che si è fermato a metà del processo di svedeficazione e insiste a rimanere irrimediabilmente fiorentino.
Quando esco Evelyne è ancora lì che mi aspetta con pazienza, anche se vedo che già sta cercando qualcosa di interessante agli allestimenti al piano terra. Saliamo e svoltiamo a sinistra, credo che avremmo potuto svoltare a sinistra anche a Oslo o a Mosca, come pure a Bologna Casalecchio, ma certo! è proprio questo il bello, come fare il gioco dell’oca, ripassare il menù di Natale di famiglia, guardare fuori per vedere quale aereo sta atterrando a Peretola e chiedersi – sempre- se ce la farà a non atterrare sul viadotto dell’Indiano, a non spiaccicarsi su Monte Morello. L’ho detto, è puro intrattenimento, Disneyland per famiglie, Hoggarth per i poveri di spirito.
Oggi facciamo quello che ci pare, bello scoprire che sebbene per la prima volta insieme all’ikea, i riti son gli stessi, e via così a celebrare a forza di polpette (cattive…eh sì), un pomeriggio che sai già che ti piacerà. Poi un caffè…americano, come si dice, ma che nessuno sa come è o come dovrebbe essere: “guardi che le possiamo fare solo un espresso con acqua a parte!”. “certo – faccio io – e tra l’altro è proprio così che lo voglio!”.
Evelyne si avvia alle scale che vanno verso il reparto degli accessori (cosiddetto degli aggeggi), ma io la fermo perché devo fare la cosa principale: comprare due cassettiere Stolmen, senza le quali non potrà essere giustificata la quintalata di tovaglioli e altre cianfrusaglie che acquisterò dopo. Sappiamo già che ci toccherà fare la fila ai banchi degli armadi: la cosa più assolutamente noiosa che ti può capitare all’ikea, forse superata solo dalla fila alla “composizione cucine”, perché lì devi pensare, mica ti puoi concedere quell’aria svagata con la quale ti aggiri mettendo nel carrello tovaglioli e candele...ma quando ce l’abbiamo fatta, il reparto accessori di cucina ci si parla davanti in tutto il suo splendore…”scusa sai, ma puoi chiamarmi Grundtal?”” Ok, a patto che mi chiami Magnifik!”
Gloria (alias Grundtal)
la pasta madre liquida!




