venerdì 18 febbraio 2011

Linzertorte, una pasta frolla da incorniciare

La ricetta va da qui al primo risultato di Google per Linzertorte...ovvero, prevedibilmente, arriva da dove dovrebbe arrivare: il sito della città di Linz.
Per la prima, di una serie di repliche che prevedo numerose, mi sono attenuta scrupolosamente alla ricetta ufficiale, arrivando fino all'esecuzione del dettaglio delle mandorle a filetti sul bordo (ci sono stati momenti di grande lirismo culinario, in cui ho immaginato di essere un pasticcere austriaco, bisbetico e vanitoso che prepara Golem di pastafrolla che semineranno lo scompiglio per l'impero austro-ungarico :-D), ma dal momento che questa è reperibile sul sito, qui preferisco dare una piccola variazione in almeno due cose: primo, una leggera riduzione di zucchero; secondo, riduzione della dose di lievito, perché 10 gr risultano poi, secondo me, troppo evidenti nel gusto finale e in famiglia, un giudizio che dice: "sa di lievito" è un giudizio che suona come: "ce l'avevi quasi fatta!".
Il gusto della frolla in questa ricetta, è speciale e il trucchetto appreso su un libro di ricette provenzale di stendere la pasta su un canovaccio, allo stesso modo cioè che si utilizza per la pasta strudel, è, devo dire, un ottimo consiglio perché in questo modo non si rischia di veder crollare il disco di pasta nel trasferimento dal piano allo stampo. Si sa che la pasta frolla va maneggiata poco sia mentre si fa che quando la si stende, qualcuno in passato, mi ha consigliato, di fare come se dovessi mettere in teglia un serpente a sonagli invece di una torta...stendendo invece l'impasto su un canovaccio infarinato la facecnda di passare l'impasto nella tortiera assume toni mento drammatici :-)
Mi piace tantissimo la Linzertorte per il profumo di chiodi di garofano e vaniglia e per la marmellata di ribes, ma penso che cercherò di utilizzare la base dell'impasto, anche per altre crostate, magari profumandole con aromi diversi a seconda della marmellata prescelta.
Linzertorte
150 g burro
250 g farina
120 g zucchero a velo
100 g nocciole tostate e macinate
1 uovo
1 cucchiaino di lievito
400 g marmellata di ribes
Le spezie:
1/2 baccello di vaniglia raschiato
scorza di 1 limone grattugiata
1/4 di cucchiaino di cannella in polvere
2/3 chiodi di garofano pestati
Lavorate a crema il burro e lo zucchero, aggiungetevi la farina mescolata con il lievito, le nocciole, l’uovo e le spezie. Impastate velocemente il tutto senza "bruciare" l'impasto.
Fate riposare la pasta al fresco per almeno mezz'ora, o anche di più. Trascorso questo tempo ritiratela dal frigorifero e separate i 2/3 dell'impasto per fare la base. Spianate la pasta, se volete, utilizzando un canovaccio infarinato come base, fino a circa 1,5 cm di spessore per un diametro di 22 cm, quindi stendete la marmellata di ribes.
Con il resto della pasta formate delle strisce e mettetele nella forma tradizionale della crostata. Spennellate la superficie con un pò di uovo e coprite l’orlo di sottili fettine di mandorla. infornate per 40–45 minuti a circa 190°.

5 commenti:

  1. ottimo anche stendere la frolla sul tappetino di silicone e appoggiarvi su una fascia di acciaio senza fondo. poi si pressa sull'interno della fascia una sriscia di frolla e si sigilla al fondo che la fascia ha ritagliato.

    comunque anche oggi ho fatto una frolla docile come uno straccio, che è venuta su con il mattarello e si è fatta appoggiare alla tortiera. dipende: conteneva un uovo.

    (la mia linzer è piena di filetti di mandorle :)) anche questa è di bell'aspetto.

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  2. ...eh,nel mio cammino da apprendista pasticcere, sono arrivata da poco all'illuminazione da tappetino di silicone più anello d'acciaio, sai è una di quelle facende che misteriosamente non ti entrano nel cervello fino a un certo momento astrale...che si deve dire...stamani nel sonno cercavo il nome per la frittata di ieri sera e non mi veniva (come non mi viene ora) il nome di quelle meravigliose, poetiche foglie di papavero...così io e mio marito nel sonno si farfugliava...sfrondoli....rivisondoli...struccoli....barbuglioli...mi tocca riandare da AAA per vedere cos'era...però spettacolare, una frittata buonissima. Grazie.

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  3. Rosolacciiiii...quelli salvati dall'oscuro mietitore (alias decespugliatore) sono ormai finiti in padella, credo che non mi rassegnerò.

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